La diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti: tra carenze della fattispecie incriminatrice e coadiuvanti extrapenali

Giuseppina Panebianco

Professoressa Ordinaria di diritto penale, Università di Messina

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

A tre anni dalla sua introduzione il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, vulgato come revenge porn, non sembra aver dato buona prova. I dati non particolarmente incoraggianti sull’efficienza dell’art. 612-ter c.p. sollecitano una riflessione sui suoi limiti strutturali, sia pure senza il conforto del confronto con la prassi, non disponendosi ancora di significativa giurisprudenza su questo reato. Peraltro il recente intervento legislativo sul codice della privacy, inteso a rafforzare la tutela della persona offesa con misure extrapenali, pur segnando un passo avanti sul piano del “contenimento dell’offesa”, non giova a soddisfare le aspirazioni di contrasto del fenomeno empirico-criminoso, che richiederebbero ben altri strumenti volti a colmare il deficit culturale che lo alimenta.

Three years after its introduction, the offence related to the so-called “revenge porn” does not seem to have proven effective. It seems appropriate to analyse Article 612-ter of the Criminal Code to assess its limitations, even if there is no significant case-law on this offence at the moment. Furthermore, the recent introduction of measures in order to reinforce the victim protection fails to satisfy the requirement to prevent revenge porn. Actually, educational tools would be needed to bridge the cultural deficit that powers this criminal phenomenon.

Sommario

1. Il “parto precipitoso” di una fattispecie inefficiente. – 2. L’opportunità di una disposizione incriminatrice dedicata alla diffusione illecita di contenuti intimi. – 3. Questioni di lessico. – 4. La destinazione privata delle immagini o video a contenuto sessualmente esplicito e il risvolto probatorio della mancanza di consenso alla loro diffusione. – 5. Le condotte rilevanti: tra potenzialità espansive e vuoti di tutela. – 6. Il discutibile “pasticcio” delle aggravanti. – 6.1. Segue: l’irrilevanza della minore età della vittima e la problematica coesistenza con i delitti di pornografia minorile. – 7. La discutibile ragionevolezza della sanzione. – 8. Il recente rafforzamento della tutela della persona offesa con misure extrapenali. – 9. L’auspicio della prevenzione mediante l’educazione.

La PMA (seulement) pour toutes. L’incompiuta rivoluzione della nuova legge di bioetica francese

Giulia Terlizzi

Ricercatrice di Diritto privato comparato, Università di Torino

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Con la legge di bioetica n° 2021-1017, il legislatore francese ha “deconfinato” le tecniche di assistenza medica alla procreazione (AMP), riconoscendo il desiderio e la volontà quali mezzi per superare i limiti corporei e per dare al sistema di procreazione, filiazione e parentela una dimensione “sociale”. Oggi, l’accesso alle tecniche di AMP è aperto anche alle coppie di donne e alle donne single, a prescindere dall’esistenza di una patologia. Nel tentativo, necessariamente limitato, di introdurre il lettore alla nuova legge di bioetica, ed in particolare alla nuova disciplina della Assistance medicale à la procréation (AMP), si procederà dapprima con una breve ricostruzione della genesi e del processo di adozione della legge. Ci si dedicherà in seguito ad una sintetica analisi delle disposizioni innovative e della nuova disciplina dell’AMP, per comprenderne meglio gli effetti, ma anche i lati oscuri e i delicati problemi rimasti ancora aperti.

With the approval of the new law on bioethics n° 2021-1017, the French legislator has radically changed the discipline of medically assisted procreation techniques, recognizing desire and will as a means of overcoming bodily limitations and giving the system of procreation, filiation and parenthood a ‘social’ dimension. Today, the access to these techniques is also open to female couples and single women, regardless of the existence of a pathology. In an attempt, necessarily limited, to introduce the reader to the new law on bioethics, and in particular to the new discipline of Assistance medicale à la procréation (AMP), the author will first proceed with a brief reconstruction of the genesis and process of adoption of the law. Afterwards, a brief analysis of the innovative provisions and of the new discipline of the MPA will be made, in order to better understand its effects, but also its dark sides and the very delicate problems still open.

Sommario

1. Le nuove priorità della Legge di bioetica, “plus societale que jamais”. – 2.Dal mariage pour tous alla PMA pour toutes : excursus di una promessa politica. – 3.Le disposizioni della nuova legge di bioetica sull’AMP. – 4. Le asimmetrie di trattamento nell’accertamento della maternità a seguito di AMP. – 5. La legge di bioetica fra uguaglianza e nuove discriminazioni: alcune riflessioni critiche.

FOCUS – Atti del convegno “L’algoritmo alla prova del caso concreto: stereotipi, serializzazione, discriminazione”

(Contributi pubblicati online first)

L’algoritmo alla prova del caso concreto: stereotipi, serializzazione, discriminazione

Maria Giulia Bernardini, Orsetta Giolo

Ricercatrice di filosofia del diritto e Professoressa associata di filosofia del diritto, Università di Ferrara

La discriminazione nell’era delle macchine intelligenti. Modelli possibili di analisi, critica e tutela

Nicola Lettieri

Docente a contratto, Università del Sannio

Le sfide della discriminazione algoritmica

Dolores Morondo Taramundi

Investigadora Principal de Instituto de Derechos Humanos, Universidad de Deusto

Il dado e il cubo. Innocenza degli algoritmi e umane discriminazioni

Stefano Pietropaoli

Professore Associato di Filosofia del diritto, Università di Firenze

Alcune osservazioni su normatività e concetto di diritto tra intelligenza artificiale e algoritmizzazione del mondo

Serena Vantin

Ricercatrice a tempo determinato di tipo B in Filosofia del diritto, Università di Bologna

Alla migliore delle famiglie possibili. Brevi considerazioni sull’adozione da parte dei single

Stefano Corso

Dottorando di ricerca in Diritto privato, Università di Padova

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Il saggio mira ad offrire un contributo, da un lato, allo studio dell’adozione da parte del singolo e, dall’altro, alla ricerca di prospettive di riforma dell’adozione nell’ordinamento italiano. Dopo un’analisi dell’attuale disciplina, un raffronto con altre esperienze giuridiche europee e una ricognizione sul piano del diritto internazionale, esamina una proposta normativa innovativa, dal taglio trasversale. L’articolo conclude, prendendo le mosse dalla sentenza della Corte costituzionale n. 252 del 2021, con una sintesi delle riflessioni, in chiave critica e sistematica.

The essay aims to make a contribution, on the one hand, to the study of adoption by individuals and, on the other, to the search for perspectives on the reform of adoption in the Italian legal system. After an analysis of the current discipline, a comparison with other European legal experiences and a recognition at the level of international law, it examines an innovative regulatory proposal, with a transversal slant. It concludes, taking the Constitutional Court ruling no. 252 of 2021 as a starting point, with a summary of the reflections, from a critical and systematic perspective.

Sommario

1. Paradigma matrimoniale, mitologia della famiglia. – 2. L’adozione del minore da parte del singolo nell’ordinamento italiano. – 3. L’adozione da parte dei single negli ordinamenti europei. – 4. L’influsso del diritto internazionale nel diritto minorile interno con riguardo all’adozione di minori. – 5. A proposito di una proposta. – 6. La migliore delle famiglie possibili.

Un “Classico” al femminile. Mary Wollstonecraft in Francia

Serena Vantin

Ricercatrice a tempo determinato di tipo B in Filosofia del diritto, Università di Bologna

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Chi è Mary Wollstonecraft? Nell’arco di oltre due secoli, la più nota delle madri simboliche del femminismo è stata raffigurata attraverso una serie di immagini variegate e spesso contrastanti. Se, da un lato, ciò getta un velo di ambiguità sulla sua opera e sulla sua figura, dall’altro alto, la ricchezza e la pluralità delle letture interpretative proposte paiono suggerirci che ella sia ormai diventata un “Classico”. Scopo del presente contributo è quello di prendere sul serio la statura di “Classico” attribuibile a Wollstonecraft, al fine di rivendicarne in chiave critica una piena inclusione nell’ambito della storia del pensiero giuridico e della filosofia del diritto. Del resto, accogliere nella cultura ufficiale punti di vista differenti significa riarticolare il discorso canonico, insieme alle sue domande fondamentali. Per questa via, particolare attenzione sarà dedicata a uno scritto rimasto troppo a lungo estraneo alla riflessione accademica, il saggio An Historical and Moral View on the Progress and the Origin of the French Revolution che, pubblicato nel 1794, è in grado di offrire uno spaccato significativo sull’evoluzione dell’elaborazione della pensatrice durante e all’indomani del soggiorno in Francia.

Who is Mary Wollstonecraft? Over the span of more than two centuries, the best known of the symbolic mothers of feminism has been depicted through a series of varied and often contrasting images. On the one hand, this casts a veil of ambiguity on her work and on her figure, while, on the other hand, the richness and plurality of the interpretations proposed may suggest that she has now become a “Classic”. The purpose of this essay is to take seriously the stature of “Classic” which is attributable to Wollstonecraft, in order to critically claim her full inclusion in the history of legal thought and in the history of the philosophy of law. After all, welcoming different points of view into the official culture means rearticulating the canonical discourse, together with its fundamental questions. Along these lines, particular attention will be paid to a text that has remained alien to the academic reflection for too long, the essay An Historical and Moral View on the Progress and the Origin of the French Revolution, published in 1794, which is able to offer a meaningful insight on the evolution of the thinker’s elaboration during and after her stay in France.

Sommario

1. Una premessa critica. – 2. Il soggiorno francese. – 3. Osservazioni su rivoluzione e diritto. – 4. Conclusioni.

Il diritto all’affettività

Maria Carmela Venuti

Professoressa Ordinaria di Diritto privato, Università di Palermo

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Il contributo costituisce la rielaborazione, con l’aggiunta di un apparato minimo di note, della relazione svolta al Convegno nazionale di Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+, che si è tenuto a Bologna il 25 marzo 2022.

This paper has been presented at the Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+ National Congress, that took place in Bologna last March 25th 2022. It is the trascription of the speech including some necessary references.

Sommario

1. Considerazioni introduttive e delimitazione del campo d’indagine – 2. Esiste un diritto all’affettività delle persone omosessuali? Ovvero: l’affetto tra persone omosessuali è adeguatamente protetto dal legislatore? – 3.  Segue – 4. Questioni emergenti nel diritto applicato. 5. Alcune possibili soluzioni.  – 6. Segue – 7. Il difficile percorso per garantire la conservazione della relazione affettiva.

Genitorialità e principio di uguaglianza: la via israeliana alla gestazione per altri

Elena Falletti

Ricercatrice di Diritto privato comparato, Università Carlo Cattaneo – LIUC

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Scopo del presente articolo è di analizzare la surrogacy law israeliana dalla genesi all’approvazione dell’Embryo Carrying Agreement Act 1996, e successive modifiche, fino ad oggi. Se in origine lo scopo della disciplina era di agevolare la trasmissione dell’identità ebraica, nel corso del tempo, dopo il duplice intervento della Corte Suprema israeliana, la surrogacy è stata resa accessibile anche alle coppie dello stesso sesso e ai singoli LGBTIQ+. Ciò ha rappresentato una svolta perché la Corte suprema israeliana pone sullo stesso piano, sotto il profilo della responsabilità verso il nuovo nato, chiunque decida di effettuare la scelta di diventare genitore, indipendentemente dal sesso, genere ovvero orientamento sessuale.

The aim of this article is to analyse Israeli surrogacy law from the genesis of the Embryo Carrying Agreement Act 1996 to the present day. While originally the purpose of this discipline focused on the transmission of the Jewish identity to descendants, over time, following the Israeli Supreme Court’s double intervention, surrogacy had also been made accessible to same-sex couples, and single LGBTIQ+. This represented a breakthrough because the Israeli Supreme Court placed on an equal level, from the point of view of responsibility towards the newborn, of anyone who decided to make the choice to become a parent, regardless of sex, gender or sexual orientation.

Sommario

1. Introduzione. – 2. Israele e la surrogacy: approccio religioso ovvero laico? – 3. La “Commissione Aloni”. – 4. L’approvazione dell’Embryo Carrying Agreement Law 1996. – 5. Il comitato per l’approvazione dei singoli agreement. – 6. L’approvazione dell’Egg Donation Act 2010. – 7. La surrogacy transfrontaliera e il riconoscimento interno della filiazione. – 8. La svolta giurisprudenziale della Corte Suprema di Israele. – 9. Sommarie conclusioni.

FOCUS “Il ddl Zan tra diritto penale, democrazia e pluralismo”

Brevi considerazioni introduttive

Giuseppa Palmeri

Professoressa ordinaria di diritto privato, Università di Palermo

Un diritto penale antidiscriminatorio?

Luciana Goisis

Professoressa associata di diritto penale, Università degli Studi di Sassari

Il DDL Zan tra diritto penale, democrazia e pluralismo. Profili di diritto costituzionale: pari dignità, principio pluralista, libertà di manifestazione del pensiero

Mia Caielli

Professoressa associata di Diritto Pubblico Comparato, Università di Torino

Dal soggetto al sé situato. Sulla possibile filosofia dell’identità di genere

Alessio Lo Giudice

Professore ordinario di Filosofia del diritto, Università di Messina

Il DDL Zan e il nodo dell’identità di genere

Isabel Fanlo Cortés

Professoressa associata di Sociologia del diritto, Università di Genova

Relazione conclusiva

Marco Pelissero

Professore ordinario di diritto penale, Università di Torino

Pier Paolo Pasolini e la società: il “sogno di una cosa” travolto dalla “nuova preistoria”

Paolo Veronesi

Professore Ordinario di Diritto costituzionale, Università di Ferrara

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

L’articolo prende in esame – nel centenario della nascita – il “pensiero politico” di Pier Paolo Pasolini. Vengono pertanto scandagliati (soprattutto) i suoi scritti sulla società, ma frequenti sono le incursioni nella letteratura e soprattutto nel cinema di questo autore del tutto originale. Ne emerge lo spessore di concetti spesso usati dal poeta per analizzare e criticare il presente: Nuova Preistoria, nuovo capitalismo, consumismo, edonismo, il Potere, il Palazzo, il Processo, sviluppo e progresso, sacralità in primis. Si evidenzia inoltre come l’occhio e il giudizio di Pasolini siano stati principalmente guidati dalla passione e solo di rimando dalla ragione. Un ruolo non secondario nella sua percezione del reale ha inoltre assunto la sua omosessualità. Nella parte finale dello scritto si analizzano alcuni strumenti tecnici utilizzati dall’autore per svolgere la propria opera di comprensione del presente e della sua conseguente traduzione artistico-critica.

The article examines – in the centenary of his birth – the “political thought” of Pier Paolo Pasolini. Therefore, it scrutinizes (above all) his writings on society, but there are frequent incursions into the literature and especially into the cinema of this completely original author. What emerges is the depth of concepts often used by the poet to analyze and criticize the present: New Prehistory, new capitalism, consumerism, hedonism, Power, the Palace, the Process, development and progress, sacredness in primis. It also shows how Pasolini’s eye and judgment were mainly guided by passion and only by reason. His homosexuality also played a significant role in his perception of reality. In the final part of the paper we analyze some technical tools used by the author to carry out his work of understanding the present and its consequent artistic-critical translation.

Sommario

1.Pasolini e il “nuovo potere”: una premessa necessaria – 2. Cuore, viscere (e ragione) di fronte alla realtà – 3. Un intellettuale “disperatamente italiano” – 4. Il “nuovo fascismo” in una “nuova preistoria” – 5. Tra tradizione, progresso e sviluppo: alla ricerca di un nuovo equilibrio – 6. La TV, la scuola, la DC e il PCI di fronte al “genocidio” – 7. Un Pasolini riformista e populista? – 8. Segue: il divorzio e l’aborto – 9. Gli strumenti d’analisi di Pasolini – 10. Segue: altra strumentazione (l’indiretto libero, la soggettiva libera indirette e un’originale teoria del cinema) – 11. Segue: l’uso del mito, il sentimento religioso e la semiologia della realtà – 12. L’approdo nell’incubo.

La captación subrepticia de imágenes íntimas en la vía pública (con ocasión del asunto A Maruxaina)

Juan Ocón García

Profesor de Derecho Constitucional en la Universidad de La Rioja

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

La grabación de mujeres orinando en la vía pública para su difusión a través de Internet ha generado en España cierto revuelo mediático, pero sobre todo ha planteado una compleja cuestión jurídica respecto a la respuesta que deba dar el ordenamiento. El artículo analiza los derechos fundamentales a la intimidad y a la propia imagen, especialmente en cuanto a su eficacia en la vía pública. Además, examina las normas que el ordenamiento dispensa para su protección en sede civil y penal, y trata de aportar criterios para la determinación de la norma aplicable.

La registrazione di immagini di donne che urinano su strade pubbliche per la loro successiva diffusione attraverso Internet ha suscitato un certo scalpore mediatico in Spagna, ma soprattutto ha sollevato una complessa questione giuridica circa la risposta che l’ordinamento dovrebbe offrire. Lo scritto analizza i diritti fondamentali alla privacy e alla propria immagine, soprattutto in termini di efficacia sulla strada. Inoltre, esamina le regole che l’ordinamento giuridico dispensa per la sua tutela nei procedimenti civili e penali e cerca di fornire criteri per determinare la norma applicabile.

The recording of women urinating on public roads for broadcast on the Internet has generated a certain media stir in Spain, but above all it has raised a complex legal question about the response that the legal system should give. The paper analyzes the fundamental rights to privacy and one’s own image, especially in terms of their effectiveness on public roads. In addition, it examines the rules that the legal system dispenses for its protection in civil and criminal proceedings, and tries to provide criteria for determining the applicable rule.

Sommario

1. Introducción – 2. Los derechos fundamentales a la intimidad y a la propia imagen en la Constitución Española – 2.1. ¿Derecho a la intimidad en la vía pública? – 3. Las distintas vías de protección de la intimidad y la imagen en el ordenamiento jurídico español – 3.1. La vía civil – 3.2. La protección penal – 4. La compleja determinación de la norma aplicable – 4.1. La adecuación de la conducta al tipo penal – 4.2. La existencia una intromisión grave en la intimidad – 5. Conclusiones.