FOCUS “Il ddl Zan tra diritto penale, democrazia e pluralismo”

Brevi considerazioni introduttive

Giuseppa Palmeri

Professoressa ordinaria di diritto privato, Università di Palermo

Un diritto penale antidiscriminatorio?

Luciana Goisis

Professoressa associata di diritto penale, Università degli Studi di Sassari

Il DDL Zan tra diritto penale, democrazia e pluralismo. Profili di diritto costituzionale: pari dignità, principio pluralista, libertà di manifestazione del pensiero

Mia Caielli

Professoressa associata di Diritto Pubblico Comparato, Università di Torino

Dal soggetto al sé situato. Sulla possibile filosofia dell’identità di genere

Alessio Lo Giudice

Professore ordinario di Filosofia del diritto, Università di Messina

Il DDL Zan e il nodo dell’identità di genere

Isabel Fanlo Cortés

Professoressa associata di Sociologia del diritto, Università di Genova

Relazione conclusiva

Marco Pelissero

Professore ordinario di diritto penale, Università di Torino

Pier Paolo Pasolini e la società: il “sogno di una cosa” travolto dalla “nuova preistoria”

Paolo Veronesi

Professore Ordinario di Diritto costituzionale, Università di Ferrara

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

L’articolo prende in esame – nel centenario della nascita – il “pensiero politico” di Pier Paolo Pasolini. Vengono pertanto scandagliati (soprattutto) i suoi scritti sulla società, ma frequenti sono le incursioni nella letteratura e soprattutto nel cinema di questo autore del tutto originale. Ne emerge lo spessore di concetti spesso usati dal poeta per analizzare e criticare il presente: Nuova Preistoria, nuovo capitalismo, consumismo, edonismo, il Potere, il Palazzo, il Processo, sviluppo e progresso, sacralità in primis. Si evidenzia inoltre come l’occhio e il giudizio di Pasolini siano stati principalmente guidati dalla passione e solo di rimando dalla ragione. Un ruolo non secondario nella sua percezione del reale ha inoltre assunto la sua omosessualità. Nella parte finale dello scritto si analizzano alcuni strumenti tecnici utilizzati dall’autore per svolgere la propria opera di comprensione del presente e della sua conseguente traduzione artistico-critica.

The article examines – in the centenary of his birth – the “political thought” of Pier Paolo Pasolini. Therefore, it scrutinizes (above all) his writings on society, but there are frequent incursions into the literature and especially into the cinema of this completely original author. What emerges is the depth of concepts often used by the poet to analyze and criticize the present: New Prehistory, new capitalism, consumerism, hedonism, Power, the Palace, the Process, development and progress, sacredness in primis. It also shows how Pasolini’s eye and judgment were mainly guided by passion and only by reason. His homosexuality also played a significant role in his perception of reality. In the final part of the paper we analyze some technical tools used by the author to carry out his work of understanding the present and its consequent artistic-critical translation.

Sommario

1.Pasolini e il “nuovo potere”: una premessa necessaria – 2. Cuore, viscere (e ragione) di fronte alla realtà – 3. Un intellettuale “disperatamente italiano” – 4. Il “nuovo fascismo” in una “nuova preistoria” – 5. Tra tradizione, progresso e sviluppo: alla ricerca di un nuovo equilibrio – 6. La TV, la scuola, la DC e il PCI di fronte al “genocidio” – 7. Un Pasolini riformista e populista? – 8. Segue: il divorzio e l’aborto – 9. Gli strumenti d’analisi di Pasolini – 10. Segue: altra strumentazione (l’indiretto libero, la soggettiva libera indirette e un’originale teoria del cinema) – 11. Segue: l’uso del mito, il sentimento religioso e la semiologia della realtà – 12. L’approdo nell’incubo.

La captación subrepticia de imágenes íntimas en la vía pública (con ocasión del asunto A Maruxaina)

Juan Ocón García

Profesor de Derecho Constitucional en la Universidad de La Rioja

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

La grabación de mujeres orinando en la vía pública para su difusión a través de Internet ha generado en España cierto revuelo mediático, pero sobre todo ha planteado una compleja cuestión jurídica respecto a la respuesta que deba dar el ordenamiento. El artículo analiza los derechos fundamentales a la intimidad y a la propia imagen, especialmente en cuanto a su eficacia en la vía pública. Además, examina las normas que el ordenamiento dispensa para su protección en sede civil y penal, y trata de aportar criterios para la determinación de la norma aplicable.

La registrazione di immagini di donne che urinano su strade pubbliche per la loro successiva diffusione attraverso Internet ha suscitato un certo scalpore mediatico in Spagna, ma soprattutto ha sollevato una complessa questione giuridica circa la risposta che l’ordinamento dovrebbe offrire. Lo scritto analizza i diritti fondamentali alla privacy e alla propria immagine, soprattutto in termini di efficacia sulla strada. Inoltre, esamina le regole che l’ordinamento giuridico dispensa per la sua tutela nei procedimenti civili e penali e cerca di fornire criteri per determinare la norma applicabile.

The recording of women urinating on public roads for broadcast on the Internet has generated a certain media stir in Spain, but above all it has raised a complex legal question about the response that the legal system should give. The paper analyzes the fundamental rights to privacy and one’s own image, especially in terms of their effectiveness on public roads. In addition, it examines the rules that the legal system dispenses for its protection in civil and criminal proceedings, and tries to provide criteria for determining the applicable rule.

Sommario

1. Introducción – 2. Los derechos fundamentales a la intimidad y a la propia imagen en la Constitución Española – 2.1. ¿Derecho a la intimidad en la vía pública? – 3. Las distintas vías de protección de la intimidad y la imagen en el ordenamiento jurídico español – 3.1. La vía civil – 3.2. La protección penal – 4. La compleja determinación de la norma aplicable – 4.1. La adecuación de la conducta al tipo penal – 4.2. La existencia una intromisión grave en la intimidad – 5. Conclusiones.

La “PMA pour toutes” in Francia: tante risposte e qualche interrogativo aperto

Anna Maria Lecis Cocco Ortu

Maîtresse de conférences en Droit public, Sciences Po Bordeaux

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

L’articolo analizza la recente riforma francese in materia di bioetica che ha esteso l’accesso alle tecniche di procreazione medica assistita a tutte le donne, indipendentemente dal loro stato civile o orientamento sessuale. Dopo aver presentato i principali contenuti della legge, l’articolo evidenzia alcuni aspetti problematici della riforma, riguardanti essenzialmente la discriminazione che persiste nel riconoscimento della filiazione per i figli di coppie di persone dello stesso. L’analisi si conclude con alcune considerazioni sulla necessità di uno standard comune di riconoscimento giuridico della filiazione a prescindere dalle normative nazionali sull’accesso alle tecniche di procreazione, in nome dell’interesse superiore del minore.

The article aims to analyse the French reform on Bioethics which extended access to medical assisted procreation techniques to all women, regardless of their marital status or sexual orientation. After presenting the main contents of the bill, the article highlights some problematical aspects of the reform, essentially concerning discrimination that persists in the recognition of the filiation for children with gay couples. The analysis ends with some considerations on the need for a common standard of legal recognition of filiation regardless of national regulations on access to procreation techniques, in the name of the best interests of the child.

Sommario

1. Introduzione. L’approvazione della legge e la promessa (tardivamente) mantenuta – 2. Le risposte: l’allargamento dell’accesso alla PMA tra desiderio genitoriale, interesse superiore del minore e tutela della vita familiare: – 2.1. L’abolizione di una discriminazione ingiustificata – 2.2. Le modalità di riconoscimento del legame con la madre intenzionale – 2.3. L’allargamento della possibilità di crioconservazione dei gameti – 3. Alcuni profili problematici della riforma: 3.1. L’irragionevole disparità di trattamento quanto al riconoscimento della maternità intenzionale – 3.2. La marcia indietro sul riconoscimento dei figli nati da GPA – 3.3. La possibilità di accesso all’identità del donatore e i suoi possibili effetti sulla disponibilità di gameti per la PMA eterologa – 4. Il nodo della “mobilità procreativa” e delle sue conseguenze al rientro: Spunti conclusivi sull’esigenza di un riconoscimento pieno dei legami di filiazione.

Il travagliato iter parlamentare del c.d. disegno di legge Zan

Salvatore Curreri

Professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico, Università degli studi di Enna “Kore”

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Lo scritto analizza l’iter parlamentare del c.d. disegno di legge Zan sulla discriminazione sessuale e di genere, evidenziando talune specifiche questioni procedurali: l’abbinamento prima e lo disabbinamento dopo rispetto alle altre iniziative legislative in materia; la scelta della sede referente anziché redigente; gli effetti della sua calendarizzazione; il ruolo del Presidente della Commissione; le tecniche ostruzionistiche delle opposizioni; infine il ricorso allo scrutinio segreto. In tal senso l’esame dell’iter legislativo del ddl Zan è occasione utile per una riflessione più complessiva sullo stato di salute del procedimento legislativo quando non condizionato dalle scelte procedurali del Governo.

The paper analyzes the parliamentary process of the so-called Zan’s Bill on sexual and gender discrimination, highlighting specific procedural issues: the association first and the subsequent disassociation with respect to other similar legislative; the choice of the type of legislative procedure; the effects of its scheduling; the role of the President of the Commission; the filibustering of the oppositions and finally, the exploitation of the secret ballot. In this sense, the examination of the legislative process of Zan’s Bill is a useful opportunity for a more comprehensive reflection on the health status of the legislative procedure when not conditioned by the procedural choices of the Government.

Sommario

1. Introduzione – 2. Abbinamento, scelta del testo base e disabbinamento delle proposte di legge in materia – 3. La scelta della sede del procedimento legislativo – 4. Il ruolo del Presidente di Commissione – 5. Gli effetti della calendarizzazione in Aula del ddl Zan – 6. Antiche e nuove forme di ostruzionismo – 7. Il voto a scrutinio segreto: a) alla Camera – 8. (segue): b) al Senato – 9. Osservazioni conclusive.

Lo status giuridico delle minoranze LGBTQ+ nella Repubblica Popolare Cinese: uno studio comparato

Edoardo Formelli

Studente magistrale, Università degli Studi di Trento

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Il presente elaborato ambisce a ricostruire l’attuale quadro legislativo concernente lo status giuridico degli individui LGBTQ+ nella Repubblica Popolare Cinese, in considerazione della frammentarietà della disciplina previgente e il recente tentativo di razionalizzazione avutosi con l’introduzione del nuovo Codice civile. L’analisi proposta prende le mosse dalle più risalenti evidenze storiche di epoca imperiale e giunge ai profondi cambiamenti che hanno investito la Cina a partire dall’instaurazione del regime comunista nel 1949 e sino al presunto traguardo della depenalizzazione dei rapporti omosessuali avvenuta nel 1997. A partire da tali premesse, si tenterà di mostrare mediante un approccio critico l’esistenza di vuoti di tutela nonché contraddizioni immanenti al sistema, cui fanno da corollario una fitta giurisprudenza e da contrappeso una realtà sociale dissonante, fatta di luci ed ombre. L’attenzione sarà rivolta in questo stadio anche ai profili giuridici inerenti all’identità transgender. Dopo aver delineato il quadro attuale, il saggio offre una breve comparazione con una delle realtà più virtuose nel panorama dell’estremo Oriente, quella di Taiwan, per poi concludersi con considerazioni di tipo sistematico, le quali richiamano alcune chiavi di lettura tipiche del diritto internazionale sotto il segno di una “globalizzazione attraverso i diritti”.

This paper aims at reproducing the current legal framework concerning the status of LGBTQ+ persons in the People’s Republic of China. Considering the fragmentation of the former legal framework and the recent rationalization brought by the introduction of the new Civil Code, the prospected analysis leaps back to the most remote evidence of the imperial age and reaches up to the deep changes China has been faced with during the communist era, that have led to the decriminalization of homosexuality in 1997. A critical approach is implemented to shed a light on the defectiveness of the legal protection and the system’s immanent contradictions, while also including references to case law and the contrast with a divergent social reality. At this stage, some space is duly given to legal considerations arising from the condition of transgender individuals. Ultimately, chapter 3 is dedicated to a comparative assessment of one Asia’s most virtuous legal systems: Taiwan. Final remarks are inspired by a systematic reading of the legal issues and freely implement paradigms typical of international law to endorse the idea of globalization through rights.

Sommario

Introduzione. – 1. Profili storici del trattamento giuridico degli individui sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. – 2. L’orientamento sessuale e l’identità di genere nel prisma della legislazione vigente. – 3. Lo status giuridico e il riconoscimento delle minoranze LGBTQ+ in ottica comparata: uno sguardo a Oriente ed Occidente. – Conclusione.

Non imposta, né vietata: l’omogenitorialità a metà del guado, tra Corti e processo politico

Angelo Schillaci

Professore Associato di Diritto pubblico comparato, “Sapienza” Università di Roma

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

L’articolo offre una ricostruzione della giurisprudenza interna in materia di omogenitorialità, con particolare attenzione all’intervento delle recenti sentenze n. 32 e 33 del 2021 della Corte costituzionale. Gli approdi della giurisprudenza sono inquadrati nella cornice dell’evoluzione del diritto di famiglia italiano, che ha progressivamente abbandonato una prospettiva ricostruttiva di carattere dogmatico, a favore di un approccio più sensibile alla concretezza delle relazioni che sono alla base delle diverse esperienze di vita familiare. In quest’ottica, l’A. si interroga sul rilievo crescente dell’interesse del minore e sulle trasformazioni del paradigma antidiscriminatorio nel trattamento giuridico dell’omogenitorialità.

The article provides an overview of the Italian case law regarding same-sex parenthood, in relation with the latest decisions of the Italian Constitutional Court (no. 32 and 33/2021). The relevant case law is analyzed in the light of the evolution of Italian family law, which has gradually abandoned dogmatic approaches, in favor of a deeper sensitivity towards the different experiences of family life. In this vein, the A. questions the growing importance of the best interests of the child and the transformations of the principles of equality and non-discrimination in the legal treatment of same-sex parenthood.

Sommario

1. Premessa. – 2. Omogenitorialità ed evoluzione del diritto di famiglia.  – 3. Interesse del minore, responsabilità genitoriale e procreazione medicalmente assistita: alcuni cenni. – 3.1 Omogenitorialità e tenuta della ratio della legge n. 40/2004. – 3.2 Omogenitorialità, p.m.a. e costituzione dello status di figlio. – 3.3 Segue: la posizione della Corte di cassazione e della Corte costituzionale. – 4. Alcune ulteriori tappe del riconoscimento giuridico dell’omogenitorialità, tra Corti e processo politico. – 4.1 Orientamento sessuale, responsabilità e funzioni genitoriali nella giurisprudenza: il ricorso all’adozione in casi particolari. – 4.2 Segue: la continuità dello status del minore nato all’estero. – 4.3 Lo specifico rilievo delle modalità della nascita nel caso dell’omogenitorialità maschile. – 5. Gli approdi più recenti della giurisprudenza costituzionale: le sentenze n. 32 e 33 del 2021. – 5.1 Un «cambio di sguardo». – 5.2 La sentenza n. 33 e il diverso rilievo delle modalità della nascita. – 5.3 Caratteri del monito al legislatore. – 6. Rilievi conclusivi.

Le persone omosessuali e transgender in carcere e il tempo immobile del Covid19

Fabio Gianfilippi

Magistrato, Ufficio di Sorveglianza di Spoleto

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Il contributo analizza la condizione delle persone omosessuali e transgender nel sistema penitenziario italiano, anche alla luce delle tutele antidiscrimnatorie introdotte in questa materia in sede di riforma dell’ordinamento penitenziario nell’anno 2018 e già oggetto di alcune prime pronunce giurisdizionali, interrogandosi sulla difficile stagione del carcere chiuso durante l’ormai lungo tempo dell’emergenza sanitaria da COVID19 e sulle ricadute sulla quotidianità penitenziaria per le persone LGBT+ detenute nelle sezioni separate istituite per la loro protezione.

The paper illustrates the condition of homosexual and transgender inmates in the Italian penitentiary system, against the backdrop of the relevant anti-discrimination provisions introduced in 2018 – that have already been reviewed in some case law – and taking into account both the difficulties caused by the closed prison regime throughout the long-lasting COVID-19 related health emergency and its effects on the daily penitentiary life for LGBT+ persons that are detained in separate sections established for their protection.

Sommario

1. Introduzione – 2. La separazione imposta e le circolari dell’amministrazione – 3. La stagione degli Stati Generali e le soluzioni normative adottate con il d.lgs. 123/2018 – 4. Le prime pronunce della magistratura di sorveglianza – 5. Il carcere chiuso del tempo della pandemia – 6. Prospettive.

Freedom and responsibility of women, between patriarchy and neoliberalism

Orsetta Giolo

Professoressa associata di Filosofia del diritto, Università di Ferrara

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

The objective of this analysis is to try to understand what relationship presently exists between gendered conceptions of responsibility and women’s freedom, neoliberal hyper-responsibilisation and the rhetoric of care mainstreaming. In the following pages I shall try to reflect on the consequences of the neoliberal subjectivity in a feminist perspective, focusing above all on the impact that the transformations of responsibility and freedom produce on the life of women, as well as on their legal and political condition.

Il saggio propone un’analisi della relazione attualmente esistente tra le concezioni genderizzate della responsabilità e della libertà delle donne, l’iper-responsabilizzazione neoliberale e la retorica del care mainstreaming. Indagando nella prospettiva femminista le conseguenze della soggettività neoliberale, particolare attenzione è dedicate all’impatto che le trasformazioni in corso della responsabilità e della libertà producono sulla vita delle donne, nonché sulla loro condizione giuridica e politica.

Sommario

1. The pandemic and care mainstreaming. – 2. Freedom (still) misunderstood. The time of feminism and the time of rights. – 2.1. Freedom between responsibility and care. – 3. Female responsibility in the patriarchal vision. – 3.1. The specific forms of women’s responsibility. – 4. Female responsibility: responsibility without freedom. – 5. Two responsibilities for two genders: (male) law and its implicit assumptions. – 6. Responsibility in the neoliberal perspective: hyper-responsibilisation or feminisation? – 7. Equality as the key: rethinking freedom and responsibility.

The more things change, the more they stay the same: On the epistemology of queer critique

Mariano Croce

Professore associato di Filosofia del Diritto, Sapienza Università di Roma

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

This article takes issue with the criticism against those that I call “sinister accounts”, that is, analyses contesting pieces of legislation, policy measures and judicial decisions that are generally considered as steps towards a more equal and free society. According to some scholars, such a radical, hypercritical attitude, typical of many queer critiques, tends to produce pedantic and dismissive readings of political and legal advancements and thus fails to capitalize on the limited resources of Western liberal democracies. Even more importantly, from a social-theoretical perspective, sinister accounts are charged with draining social agents of any autonomy and self-awareness in that they are described as unconsciously complying with invisible hegemonic forces. With reference to accounts of the detrimental effects of non-conventional relationship recognition and in the light of a particular notion of the work of concepts in social life, I try to rebut this criticism by showing that sinister accounts contribute to opening fissures into the vision of social agents in order for the latter to (re)discover the silenced alternatives that various processes of normalization and naturalization inevitably conceal.

Sommario

1. Introduction – 2. One step forward, two steps back? – 3. Agents’s social Incompetence vs theorists’ hubris – 4. Reorienting critical attitudes – 5. Following oscillations – 6. Unexpectedly hopeful