Ricordando Tina Anselmi: l’impegno in politica per le riforme e la giustizia sociale

Paolo Veronesi

Professore Ordinario di Diritto Costituzionale, Università di Ferrara

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

A dieci anni dalla scomparsa si ripercorre la biografia di Tina Anselmi, tra le politiche più attive nella faticosa attuazione dei diritti sociali tracciati dalla Carta costituzionale, impegnata a colpire senza compromessi l’eversione democratica praticata dalla loggia segreta P2 e prima donna a ricoprire un incarico ministeriale.

Ten years after her death, we look back on the life of Tina Anselmi, one of the most active politicians in the arduous effort to implement the social rights enshrined in the Constitution, who was committed to uncompromisingly combating the anti-democratic activities of the secret P2 Masonic lodge and was the first woman to hold a ministerial post.

La lunga vita parlamentare di Lina Merlin

Arianna Thiene

Professoressa associata di Diritto Privato, Università di Ferrara

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Ripercorrere l’intensa vita politica della Senatrice Lina Merlin, anche attraverso i suoi formidabili discorsi parlamentari, costituisce una preziosa opportunità per riscoprire la modernità della nostra Costituzione. Antesignana delle politiche sociali e protagonista del movimento per l’emancipazione delle donne, ha avuto un ruolo fondamentale nella stesura dell’art. 31 della Costituzione, contenente direttive di straordinario rilievo per la promozione e protezione dei diritti dei bambini, delle madri e delle famiglie. È questa una delle previsioni della nostra Legge fondamentale che ha subito negli anni gli arretramenti più pesanti. Di fronte all’inverno demografico che stiamo vivendo è, invece, fondamentale riscoprirla anche per arginare i temibili, e sempre più insistenti, approcci neoliberisti che mirano al ritiro dello Stato dal sistema di welfare.

Retracing the intense political life of Senator Lina Merlin, also through her formidable parliamentary speeches, constitutes a precious opportunity to rediscover the modernity of our Constitution. Pioneer of social policies and protagonist of the movement for the emancipation of women, she had a fundamental role in the drafting of the art. 31 of the Constitution, containing directives of extraordinary importance for the promotion and protection of the rights of children, mothers and families. This is one of the provisions of our Fundamental Law which has suffered the heaviest setbacks over the years. Faced with the demographic winter we are experiencing, however, it is essential to rediscover it, also in order to counter the alarming, and increasingly insistent, neoliberal approaches that aim to withdraw the State from the welfare system.

Sommario

1. Lina Merlin, Madre Costituente: il contributo all’interno della Commissione dei 75. – 2. L’estenuante lotta per la chiusura delle case di tolleranza. – 3. Gli ideali di giustizia sociale ispirano altre iniziative legislative. – 4. L’attenzione per i diritti dei bambini tra famiglia, scuola e società – 5. La solitudine degli ultimi anni tra Milano e Padova nel segno della solidarietà e dell’impegno civico.

Pensieri e nodi sul filo della lettura di Dare la vita di Michela Murgia

Barbara Pezzini

Professoressa ordinaria di Diritto costituzionale, Università di Bergamo

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Libro postumo di Michela Murgia, “Dare la vita” è un libro che interroga il ruolo della madre: con l’urgenza dell’autrice di parlare della propria maternità d’anima, di intenzione, senza gravidanza, scelta nella costruzione di relazioni con un’esplicita progettualità anti-normativa (che dice con il nome di famiglia queer), e trovando nella propria esperienza alimento e fondamento per tornare a parlare di GPA (la gravidanza che a Murgia appare senza maternità). In una sorta di dialogo a distanza, nella sua lettura del libro Barbara Pezzini si lascia interrogare dalle parole di Murgia, attraversando i nodi che incontra sul filo della lettura e rilanciandone gli interrogativi. Dal nodo lieve dello schwa, al nodo greve della morte; dai nodi del denaro, del diritto, del sangue e la tecnologia, al nodo della gravidanza, che è il nodo della madre. La gravidanza, nel dare la vita, «è» maternità: nel senso che non è altro, non è estranea alla maternità, per quanto la maternità sia anche altro, tutto l’altro che sta nella genitorialità (quando dare la vita vuol dire accompagnare un nuovo essere umano venuto al mondo).

“Dare la vita”, Michela Murgia’s posthumous book, is a book that questions the role of the mother. A book in which we find Murgia’s urgency to talk about her own being mother “of soul”, mother without pregnancy, choosing to build relationships with an explicit anti-normative project (what she names “queer family”); a personal experience that becomes nourishment and foundation to address the topic of GPA once again (the pregnancy – that appears to Murgia – without maternity). In this article, in a kind of remote dialogue, Barbara Pezzini lets herself be questioned by Murgia’s words, going through the knots that emerge from reading and relaunching the questions they raise. From the light knot of the schwa, to the heavy knot of death; from the knots of money, law, blood and technology, to the knot of pregnancy, which is the knot of the mother: pregnancy, in giving life, «is» motherhood, meaning that pregnancy is not something else, it is not foreign to motherhood, although motherhood is also something else, the whole “else” that lies in parenthood (when giving life means accompanying a new being who has come into the world).

Sommario

1. Il libro. – 2. Contrasti di lettura. – 3. Nodi sul filo della lettura: la morte.– 4. La gravidanza, o il nodo della madre. – 5. La tecnologia, il sangue, il denaro. – 6. Il nodo del diritto. – 7. Il nodo dello schwa.