Dalla viralità performativa alla dignità digitale: analisi critica dell’oggettivazione femminile su TikTok

Nicola, Pierpaolo Barbuzzi

Avvocato, docente a contratto di Diritti umani e sicurezza, Universitas Mercatorum Roma

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Situata all’intersezione critica tra economia dell’attenzione e governance algoritmica, la rappresentazione delle donne su TikTok si articola attraverso la viralità intesa come dispositivo normativo, capace di trasfigurare il corpo in oggetto performativo e leva strategica di monetizzazione. Questo ecosistema socio-tecnico favorisce una sistematica normalizzazione algoritmica della violenza simbolica, alimentata da trend coreografici e narrazioni musicali di matrice trap e rap che, mediante un lessico oggettificante, riducono l’identità a mero frammento erotico. L’architettura della piattaforma, facendo perno su sofisticati meccanismi di condizionamento comportamentale e stimolazione dopaminica, neutralizza la sensibilità critica degli utenti per integrare la discriminazione nel flusso dell’intrattenimento estetizzato. In risposta a tale deriva, l’evoluzione del quadro normativo europeo attraverso il Digital Services Act e l’AI Act promuove un paradigma di dignità digitale, volto a tutelare l’individuo in quanto soggetto computazionale contro i rischi di mercificazione e omologazione tecnocratica insiti nella riproducibilità digitale.

Positioned at the critical juncture of the attention economy and algorithmic governance, the representation of women on TikTok is mediated by virality, which functions as a normative apparatus transmuting their bodies into performative objects and strategic catalysts for monetization. This socio-technical ecosystem facilitates an algorithmic normalization of symbolic violence, perpetuated by choreographic trends and trap or rap narratives that utilize an objectifying lexicon to fragment women’s identities into eroticized imagery. By leveraging sophisticated behavioral conditioning and dopaminergic systems, the platform’s architecture effectively bypasses critical awareness, embedding systemic discrimination within the aesthetics of digital entertainment. Consequently, the European regulatory shift toward the Digital Services Act and the AI Act signals a transition into proactive legal paradigms centered on digital dignity. This conceptual framework seeks to safeguard the individual as a computational subject, asserting human agency against the technocratic commodification and homogenization inherent in contemporary digital reproducibility

Sommario

1. Premessa. – 2. Il sistema della viralità. – 3. L’oggettivazione algoritmica e la costruzione sociale del corpo femminile. – 4. La regolazione algoritmica europea. – 5. Conclusioni.

Call for papers – Convegno GenIUS 2026

GenIUS invita alla presentazione di contributi per la Conferenza annuale 2026, dedicata al tema dei diritti delle persone trans, che si svolgerà esclusivamente online il 27 novembre 2026.

Maggiori dettagli a questo link https://www.strath.ac.uk/humanities/lawschool/newsevents/annualconferenceofgeniusitalysjournaloflawgenderandsexuality/

Il termine per la presentazione delle proposte scade il 17 luglio.

Autonomia riproduttiva ed eguaglianza sostanziale: una lettura costituzionale del social freezing

Alice Bertini

Dottoranda di Ricerca in Sistemi giuridici e Dimensione sovranazionale, Università Magna Graecia di Catanzaro

Sena Santini

Dottoranda di Ricerca in Diritto costituzionale, Università di Parma

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Il contributo esamina il fenomeno del social freezing – la crioconservazione elettiva degli ovociti in assenza di indicazione medica – attraverso una lettura costituzionale incentrata sui principi di autonomia riproduttiva ed eguaglianza sostanziale. Dopo aver ricostruito il quadro normativo italiano, caratterizzato dall’assenza di una disciplina ad hoc e dall’applicazione mediata della Legge n. 40/2004, l’analisi evidenzia come la pratica possa configurarsi quale espressione del diritto all’autodeterminazione procreativa tutelato dagli artt. 2,3, 13 e 32 Cost. Il contributo si sofferma, altresì, sulle implicazioni di genere della pratica, con particolare riguardo alla riduzione del child penalty e alla promozione della parità lavorativa. Muovendo dal modello francese e dall’esperienza regionale pugliese, si sostiene la necessità di una regolamentazione organica e di un sostegno economico pubblico al social freezing, quale strumento di equità di accesso e di piena realizzazione della libertà riproduttiva femminile.

This article examines the phenomenon of social freezing – the elective cryopreservation of oocytes in the absence of medical indication – through a constitutional lens focused on reproductive autonomy and substantive equality. After reconstructing the Italian regulatory framework, marked by the absence of specific legislation and the indirect application of Law no. 40/2004, the analysis argues that the practice may qualify as an expression of the right to procreative self-determination protected under Articles 2, 3, 13 and 32 of the Italian Constitution. The article also addresses the gender-related implications of the practice with particular attention to the reduction of the child penalty and the promotion of workplace equality. Drawing on the French model and the regional experience of Puglia, the authors argue for comprehensive legislation and public financial support for social freezing as instruments of equitable access and full realization of women’s reproductive freedom.

Sommario

1. Considerazioni introduttive. – 2. Il nodo della qualificazione giuridica: freezing clinico, dimensione terapeutica del social freezing e prospettive di regolamentazione. – 3. Autonomia riproduttiva e pari opportunità: impatti costituzionali del social freezing. – 4. Riflessioni conclusive e prospettive future sul social freezing.

La Corte Costituzionale e l’argomento della non-identità di Parfit. Commento critico alle sentenze n. 221/2019 e 69/2025 sul denegato accesso alla pma in Italia per le coppie same sex femminili e le donne single

Francesca Poggi

Professoressa Ordinaria di Filosofia del diritto, Università di Milano

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

L’attuale quadro normativo italiano relativo alle libertà procreative delle donne singole e delle coppie omosessuali femminili è caratterizzato da una situazione che sembra paradossale: da un lato, è loro vietato accedere alla procreazione medicalmente assistita in Italia, dall’altro, se vi fanno ricorso in uno dei numerosi paesi in cui ciò è permesso, viene loro riconosciuto il legame di filiazione con il nato e oggi le donne single possono anche accedere all’adozione internazionale. Questo contributo si propone di esaminare criticamente le ragioni che, secondo la Corte costituzionale, giustificano questa situazione, attraverso un esame delle sentenze nn. 68/2025, 221/2019 e 69/2025. In particolare, sosterrò che la Corte costituzionale sia incorsa in una fallacia: l’argomento della non-identità, formulato da Derek Parfit, svela come il divieto in questione non sia diretto a tutelare alcun interesse in conflitto e risulti, quindi, irragionevole perché senza ragioni.

The current Italian law on reproductive freedoms of single women and female same-sex couples seems paradoxical. On the one hand, they are prohibited from accessing medically assisted reproduction in Italy, while, on the other hand, if they resort to it in one of the many countries where it is permitted, they are recognised as having a parent-child relationship with the child born, and today single women can also access international adoption. This essay aims to critically analyse the reasons that, according to the Italian Constitutional Court, justify this situation, through an examination of judgments nos. 68/2025, 221/2019 and 69/2025. In particular, I will argue that the Court has fallen into a fallacy: Derek Parfit’s argument of non-identity shows that the prohibition in question is not aimed at protecting any conflicting interests and is therefore unreasonable, in the sense that it is not supported by any reason.

Sommario

1. Introduzione. – 2. Gli argomenti della Corte costituzionale. – 3. Le reazioni della dottrina. – 4. L’argomento della non-identità di Parfit. – 5. Conclusioni: una limitazione senza ragioni.