La Corte Costituzionale e l’argomento della non-identità di Parfit. Commento critico alle sentenze n. 221/2019 e 69/2025 sul denegato accesso alla pma in Italia per le coppie same sex femminili e le donne single

Francesca Poggi

Professoressa Ordinaria di Filosofia del diritto, Università di Milano

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

L’attuale quadro normativo italiano relativo alle libertà procreative delle donne singole e delle coppie omosessuali femminili è caratterizzato da una situazione che sembra paradossale: da un lato, è loro vietato accedere alla procreazione medicalmente assistita in Italia, dall’altro, se vi fanno ricorso in uno dei numerosi paesi in cui ciò è permesso, viene loro riconosciuto il legame di filiazione con il nato e oggi le donne single possono anche accedere all’adozione internazionale. Questo contributo si propone di esaminare criticamente le ragioni che, secondo la Corte costituzionale, giustificano questa situazione, attraverso un esame delle sentenze nn. 68/2025, 221/2019 e 69/2025. In particolare, sosterrò che la Corte costituzionale sia incorsa in una fallacia: l’argomento della non-identità, formulato da Derek Parfit, svela come il divieto in questione non sia diretto a tutelare alcun interesse in conflitto e risulti, quindi, irragionevole perché senza ragioni.

The current Italian law on reproductive freedoms of single women and female same-sex couples seems paradoxical. On the one hand, they are prohibited from accessing medically assisted reproduction in Italy, while, on the other hand, if they resort to it in one of the many countries where it is permitted, they are recognised as having a parent-child relationship with the child born, and today single women can also access international adoption. This essay aims to critically analyse the reasons that, according to the Italian Constitutional Court, justify this situation, through an examination of judgments nos. 68/2025, 221/2019 and 69/2025. In particular, I will argue that the Court has fallen into a fallacy: Derek Parfit’s argument of non-identity shows that the prohibition in question is not aimed at protecting any conflicting interests and is therefore unreasonable, in the sense that it is not supported by any reason.

Sommario

1. Introduzione. – 2. Gli argomenti della Corte costituzionale. – 3. Le reazioni della dottrina. – 4. L’argomento della non-identità di Parfit. – 5. Conclusioni: una limitazione senza ragioni.

Stato giuridico e parentela del minore adottato in casi particolari: limiti applicativi e istanze di tutela dei nati da p.m.a. in coppia femminile e g.p.a.

Stefania Stefanelli

Professore associato di Diritto privato, Università di Perugia

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Il saggio analizza l’evoluzione interpretativa e normativa che ha condotto l’adozione in casi particolari a fungere da clausola di garanzia del diritto del minore ad avere uno stato giuridico coerente con la sua consolidata affettività, nonché a vedersi riconosciuto il pieno inserimento nella rete parentale dell’adottando. Conclusivamente, l’autrice evidenzia i limiti e le residuali criticità evidenziati dall’applicazione di tale istituto giuridico all’accerto dello stato di figlio del nato in Italia attraverso la procreazione medicalmente assistita praticata all’estero su richiesta di coppie femminili, oppure grazie alla gestazione per altri.

The essay analyzes the evolutionary interpretation that led adoption in special cases to serve as a guarantee clause for the child’s right to a legal status consistent with his or her established affectivity, as well as to be granted full inclusion in the adoptee’s parental network. In conclusion, the author highlights the limitations and residual critical issues highlighted by the application of this legal institution to the formation of child status for those born in Italy through medically assisted procreation practiced abroad at the request of female couples, or through surrogacy.

Sommario

1. Evoluzione dell’adozione in casi particolari. – 2. Regime della parentela e conseguenze rispetto ai rapporti personali, ai diritti patrimoniali e successori dell’adottato. – 3. Alternatività e rationes specifiche dell’adozione in casi particolari. – 4. Valutazione dell’interesse del minore alla dichiarazione di adottabilità ovvero all’adozione mite. – 5. Valorizzazione dell’affettività del minore. – 6. Evoluzione di diritto positivo. – 7. Difficoltà o impossibilità di accedere all’adozione piena. – 7.1. Il procedimento alla luce della riforma Cartabia e l’acquisizione dei consensi. – 7.2. Ipotesi di applicazione dell’art. 44, comma 1, lett. d). – 8. Residuali criticità del ricorso all’adozione in casi particolari, con particolare riguardo alla filiazione da due donne o attraverso gestazione per altri.

La “PMA pour toutes” in Francia: tante risposte e qualche interrogativo aperto

Anna Maria Lecis Cocco Ortu

Maîtresse de conférences en Droit public, Sciences Po Bordeaux

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

L’articolo analizza la recente riforma francese in materia di bioetica che ha esteso l’accesso alle tecniche di procreazione medica assistita a tutte le donne, indipendentemente dal loro stato civile o orientamento sessuale. Dopo aver presentato i principali contenuti della legge, l’articolo evidenzia alcuni aspetti problematici della riforma, riguardanti essenzialmente la discriminazione che persiste nel riconoscimento della filiazione per i figli di coppie di persone dello stesso. L’analisi si conclude con alcune considerazioni sulla necessità di uno standard comune di riconoscimento giuridico della filiazione a prescindere dalle normative nazionali sull’accesso alle tecniche di procreazione, in nome dell’interesse superiore del minore.

The article aims to analyse the French reform on Bioethics which extended access to medical assisted procreation techniques to all women, regardless of their marital status or sexual orientation. After presenting the main contents of the bill, the article highlights some problematical aspects of the reform, essentially concerning discrimination that persists in the recognition of the filiation for children with gay couples. The analysis ends with some considerations on the need for a common standard of legal recognition of filiation regardless of national regulations on access to procreation techniques, in the name of the best interests of the child.

Sommario

1. Introduzione. L’approvazione della legge e la promessa (tardivamente) mantenuta – 2. Le risposte: l’allargamento dell’accesso alla PMA tra desiderio genitoriale, interesse superiore del minore e tutela della vita familiare: – 2.1. L’abolizione di una discriminazione ingiustificata – 2.2. Le modalità di riconoscimento del legame con la madre intenzionale – 2.3. L’allargamento della possibilità di crioconservazione dei gameti – 3. Alcuni profili problematici della riforma: 3.1. L’irragionevole disparità di trattamento quanto al riconoscimento della maternità intenzionale – 3.2. La marcia indietro sul riconoscimento dei figli nati da GPA – 3.3. La possibilità di accesso all’identità del donatore e i suoi possibili effetti sulla disponibilità di gameti per la PMA eterologa – 4. Il nodo della “mobilità procreativa” e delle sue conseguenze al rientro: Spunti conclusivi sull’esigenza di un riconoscimento pieno dei legami di filiazione.

Lo status filiationis da maternità surrogata tra ordine pubblico e adattamento delle norme in tema di adozione

Sara Tonolo

Professoressa Ordinaria di Diritto internazionale, Università degli Studi di Trieste

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Le difficoltà concernenti il riconoscimento degli atti di filiazione esteri, per effetto della natura di ordine pubblico del divieto di surroga di maternità, previsto dall’art. 12 l. 40/2010, determinano la necessità di esplorare possibili alternative quali ad esempio il proposto adattamento delle norme nazionali in tema di adozione. L’articolo esamina tali soluzioni e le criticità ad esse connesse alla luce del principio di continuità degli status e dei diritti fondamentali di figli e genitori.

The difficulties concerning the recognition of foreign parentage acts, due to the public policy nature of the prohibition of surrogacy, provided for by Article 12 Law 40/2010, determine the need to explore possible alternatives such as the proposed adaptation of national rules on adoption. The article examines these solutions and the related critical issues in the light of the principle of cross-border continuity of status and of the fundamental rights of children and parents.

Sommario

1. Osservazioni introduttive. – 2. L’evoluzione della nozione di ordine pubblico in tema di trascrizione di atti nascita esteri. – 3. L’adattamento delle norme in materia di adozione e i limiti di tale soluzione. – 4. Osservazioni conclusive.