La Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa quale strumento per la prevenzione e la lotta contro la violenza di genere nei confronti delle donne LBT

Sara De Vido

Professoressa ordinaria di diritto internazionale, Università Ca’ Foscari Venezia.

Ruth M. Mestre i Mestre

Professoressa di filosofia del diritto, Universitat de València, Spagna

(contributo pubblicato online first)

Abstract

Nel 2023 la Eurocentralasian Lesbian* Community – EL*C ha commissionato uno studio per contribuire all’interpretazione dell’art. 4 (3) della Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica in relazione alle donne LBT e alle persone non binarie. Il rapporto è stato presentato al Parlamento europeo a Strasburgo nel novembre 2023 e pubblicato nel marzo 2024. L’obiettivo del rapporto era di capire se e in che misura la Convenzione di Istanbul sia uno strumento utile per affrontare dal punto di vista giuridico la violenza di genere contro le donne LBT. Con questo testo vorremmo condividere una parte del lavoro di ricerca svolto, incluse alcune riflessioni che non sono state incluse nel testo finale.

In 2023, the Eurocentralasian Lesbian* Community – EL*C commissioned a study to contribute to the interpretation of Article 4 (3) of the Council of Europe Istanbul Convention on preventing and combating violence against women and domestic violence in relation to LBT women and non-binary persons. The report was presented to the European Parliament in Strasbourg in November 2023 and published in March 2024. The aim of the report was to understand whether and to what extent the Istanbul Convention is a useful tool to legally address gender-based violence against LBT women. With this text we would like to share some of the research done, including some reflections that were not included in the final text.

Sommario

1. Introduzione – 2. Premesse terminologiche – 3. Segue: precisazioni metodologiche – 4. Violenza documentata contro le donne LBT e le persone non binarie – 5. Forme di violenza contro donne LBT: la violenza nella sfera privata – 6. Segue: la violenza nella sfera pubblica – 7. La violenza di genere secondo la Convenzione di Istanbul – 8. Violenza di genere che colpisce persone LBT e NB: una lettura femminista lesbica delle forme di violenza incluse nella CI – 9. Segue: e della disposizione sulle circostanze aggravanti – 10. Segue: con particolare riferimento agli sviluppi nell’Unione europea. – 11. Opportunità di miglioramento

Maternità surrogata come reato “universale”: considerazioni di diritto internazionale e dell’Unione europea

Carmelo Danisi

Ricercatore senior (RTDb) di Diritto Internazionale, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Con la modifica al divieto di maternità surrogata, approvata dalla Camera dei Deputati nel luglio 2023, l’Italia intende prevedere la maternità surrogata come reato (quasi) “universale”. Considerati i profili di novità che tale sviluppo normativo comporta, questo contributo propone un primo esame delle sue potenziali implicazioni per la tutela che si è progressivamente riconosciuta in ambito europeo, direttamente e indirettamente, a coloro che ricorrono alla gestazione per altre persone (GPA) all’estero. A tal fine, due premesse sono essenziali. In primo luogo, da un punto di vista terminologico, l’identificazione stessa del nuovo reato come “universale” appare non corretta nel quadro del diritto internazionale. In secondo luogo, la persistenza di una visione, alquanto stereotipata, della GPA come pratica non conforme ai diritti umani e su cui sembra basarsi l’intervento legislativo italiano è problematica e non supportata dalle uniche raccomandazioni sul tema adottate nell’ambito delle Nazioni Unite. Alla luce di tali premesse, il contributo analizza le garanzie emerse a livello di Consiglio d’Europa, con particolare riferimento alla Convenzione europea dei diritti umani e al margine di apprezzamento riconosciuto agli Stati contraenti dalla Corte europea dei diritti umani, per soffermarsi poi sulle tutele offerte dal diritto dell’Unione, posto che un reato in materia di GPA, come proposto in Italia, sembra avere implicazioni sull’esercizio delle libertà fondamentali dell’Unione e sulla cooperazione penale tra gli Stati membri. Sotto tutti i profili presi in esame, il contributo solleva seri dubbi sul fatto che un divieto di GPA di più ampia portata, volto a perseguire i cittadini italiani che vi ricorrono all’estero, possa realmente modificare il tipo di bilanciamento di interessi che si è affermato, a livello europeo, a tutela di tutti i soggetti coinvolti.

With the latest amendment to the law regulating surrogacy, which was approved by one of the Chambers of the Italian Parliament in July 2023, Italy intends to criminalize surrogacy as a (quasi) ‘universal’ crime. This contribution aims to explore the potential implications of this legislative development for the international obligations of Italy and the protection to be granted, both directly and indirectly, to people resorting to surrogacy abroad. To this end, the contribution starts with some preliminary remarks. Firstly, the classification of surrogacy as a ‘universal’ crime is inaccurate under international law. Secondly, the enduring and stereotypical notion of surrogacy as a violation of human rights appears problematic and needs to be reconsidered in light of the recommendations released at the United Nations. Against this backdrop, the contribution examines the legal safeguards that have emerged in relation to surrogacy in the context of the Council of Europe, with specific reference to the European Convention on Human Rights and the doctrine of the margin of appreciation granted to Contracting States by the European Court of Human Rights. The contribution then briefly analyses the protection provided by EU law. It starts from the observation that the Italian extended ban on surrogacy may have implications for the exercise of EU fundamental freedoms and evaluates what impact it has in the context of the current judicial cooperation between Member States in criminal matters. In the end, the contribution raises considerable doubts as to whether the far-reaching ban on surrogacy that Italy aims to introduce can alter the difficult balance of competing interests that has progressively crystallised, at the European level, to protect the rights of all people involved.

Sommario


1. Introduzione. – 2. Uno stereotipo (difficile) da superare: la presunta incompatibilità tra GPA e diritti umani. – 3. Reato “universale” e tutele previste dalla Convenzione europea dei diritti umani. – 4. Brevi riflessioni su rato “universale” e garanzie previste dal diritto Ue. – 5. Osservazioni conclusive.