La “PMA pour toutes” in Francia: tante risposte e qualche interrogativo aperto

Anna Maria Lecis Cocco Ortu

Maîtresse de conférences en Droit public, Sciences Po Bordeaux

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

L’articolo analizza la recente riforma francese in materia di bioetica che ha esteso l’accesso alle tecniche di procreazione medica assistita a tutte le donne, indipendentemente dal loro stato civile o orientamento sessuale. Dopo aver presentato i principali contenuti della legge, l’articolo evidenzia alcuni aspetti problematici della riforma, riguardanti essenzialmente la discriminazione che persiste nel riconoscimento della filiazione per i figli di coppie di persone dello stesso. L’analisi si conclude con alcune considerazioni sulla necessità di uno standard comune di riconoscimento giuridico della filiazione a prescindere dalle normative nazionali sull’accesso alle tecniche di procreazione, in nome dell’interesse superiore del minore.

The article aims to analyse the French reform on Bioethics which extended access to medical assisted procreation techniques to all women, regardless of their marital status or sexual orientation. After presenting the main contents of the bill, the article highlights some problematical aspects of the reform, essentially concerning discrimination that persists in the recognition of the filiation for children with gay couples. The analysis ends with some considerations on the need for a common standard of legal recognition of filiation regardless of national regulations on access to procreation techniques, in the name of the best interests of the child.

Sommario

1. Introduzione. L’approvazione della legge e la promessa (tardivamente) mantenuta – 2. Le risposte: l’allargamento dell’accesso alla PMA tra desiderio genitoriale, interesse superiore del minore e tutela della vita familiare: – 2.1. L’abolizione di una discriminazione ingiustificata – 2.2. Le modalità di riconoscimento del legame con la madre intenzionale – 2.3. L’allargamento della possibilità di crioconservazione dei gameti – 3. Alcuni profili problematici della riforma: 3.1. L’irragionevole disparità di trattamento quanto al riconoscimento della maternità intenzionale – 3.2. La marcia indietro sul riconoscimento dei figli nati da GPA – 3.3. La possibilità di accesso all’identità del donatore e i suoi possibili effetti sulla disponibilità di gameti per la PMA eterologa – 4. Il nodo della “mobilità procreativa” e delle sue conseguenze al rientro: Spunti conclusivi sull’esigenza di un riconoscimento pieno dei legami di filiazione.

Lo status filiationis da maternità surrogata tra ordine pubblico e adattamento delle norme in tema di adozione

Sara Tonolo

Professoressa Ordinaria di Diritto internazionale, Università degli Studi di Trieste

(Contributo pubblicato online first)

Abstract

Le difficoltà concernenti il riconoscimento degli atti di filiazione esteri, per effetto della natura di ordine pubblico del divieto di surroga di maternità, previsto dall’art. 12 l. 40/2010, determinano la necessità di esplorare possibili alternative quali ad esempio il proposto adattamento delle norme nazionali in tema di adozione. L’articolo esamina tali soluzioni e le criticità ad esse connesse alla luce del principio di continuità degli status e dei diritti fondamentali di figli e genitori.

The difficulties concerning the recognition of foreign parentage acts, due to the public policy nature of the prohibition of surrogacy, provided for by Article 12 Law 40/2010, determine the need to explore possible alternatives such as the proposed adaptation of national rules on adoption. The article examines these solutions and the related critical issues in the light of the principle of cross-border continuity of status and of the fundamental rights of children and parents.

Sommario

1. Osservazioni introduttive. – 2. L’evoluzione della nozione di ordine pubblico in tema di trascrizione di atti nascita esteri. – 3. L’adattamento delle norme in materia di adozione e i limiti di tale soluzione. – 4. Osservazioni conclusive.