Sibilla Zoraide Maria Cipolla
Dottoranda di Diritto Costituzionale, Università di Bergamo
(Contributo pubblicato online first)
Abstract
Il presente articolo intende riflettere sull’intersezione delle violenze di genere che agiscono solo e soltanto sui corpi femminili all’interno dello spazio coercitivo e totale del carcere. A partire dalle riflessioni sulla struttura storicamente androcentrica del carcere, quale luogo di oppressione ed emarginazione femminile, si intende leggere il fenomeno della violenza di genere per come si manifesta nel sistema penale: dalla vittimizzazione secondaria durante i procedimenti penali, allo stigma che pesa sulle donne autrici di reato, al silenzio in merito alle loro pregresse esperienze di violenza di genere, alla sofferenza e alla privazione della detenzione. E tuttavia, le donne resistono attraverso la cura, l’amore, la solidarietà e l’azione politica.
This article intends to reflect about the intersection of gender-based violence’s that target women’s bodies within in the coercive and total space of prison. Starting with reflections on the historically androcentric structure of the prison as a place of female oppression and marginalisation, it intends to read the phenomenon of gender-based violence as it manifests itself in the penal system: from secondary victimization during criminal proceedings, to the stigma surrounding female offenders, to the silencing of their past experiences of violence, to the suffering and deprivation of detention. However, women resist through care, love, solidarity, and political action.
Sommario
1. Introduzione – 2. Donne e giustizia penale: vittime inascoltate o criminali mostruose – 3. Episodi di violenza di genere pregressa nelle storie di donne autrici di reato – 4. Genesi del carcere femminile: radici storiche di uno spazio androcentrico – 5. Il carcere come spazio violento – 5.1. Spazio carcerario e corpi femminili – 6. Spazio di marginalità: luogo di oppressione o possibilità di resistenze?
